Elogio di Robert Kennedy

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Elogio di Robert Kennedy ( 20,novembre, 1925- 6, giugno,1968 )

Lo “ Spread “ : “l’unicorno mitologico “ della finanza tossica .
Era il 18 Marzo del 1968 quando Robert Kennedy pronunciava, presso l’università del Kansas, il seguente discorso sull’inadeguatezza del PIL come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate : “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. Queste considerazioni valgono , chiaramente nel nostro paese come in tutto il mondo “ . Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d’America ; la storia come scriveva Arthur jr Schlesinger ,è piena di sorprese per chi non la sa leggere , probabilmente avrebbe vinto contro lo stesso sfidante del fratello JFK , Richard Nixon che sarebbe saltato per lo scandalo Watergate , eppure Nixon non si sarebbe dimostrato un cattivo presidente ma con il limite di volere essere indipendente dai poteri forti ed anche lui ha pagato il prezzo della sua scelta . Ma nemmeno Robert Kennedy poteva immaginarsi il futuro che si sarebbe delineato e formato dopo di lui e di quanto le sue considerazioni e previsioni fossero fondate nei fatti , la sua idea di uguaglianza sarebbe stata tradita proprio in onore di un Pil che non ha , oggi , nessun fondamento scientifico ed ancora più di allora non misura nulla essendo il suo valore basato su una moneta che dal 1971 è stata separata da un bene reale a cui era ancorata ; la carta moneta privata di un controvalore reale , diventa infinita , non misurabile ed assume una connotazione di illusione mitologica. Da quel momento la carta –moneta , infinita ed irreale, sarebbe stata utilizzata falsamente per misurare un sistema finito come è il reale in cui viviamo ed operiamo . La moneta è diventata una forma di mitologia creata da un potere sovraordinato agli stati che , grazie , anche ad un Pil simile per veridicità al mitologico unicorno decide le sorti dei paesi ex-sovrani . Ci si trova a discutere della crescita o meno di un indicatore del nulla , della crescita di un mezzo punto in più o meno di un pil esattamente come si farebbe misurando la crescita di un cm. o di mezzo cm. del corno dell’unicorno , creatura mitologica ed inesistente . . Era il drammatico 1968 e l’America avrebbe da lì in poi dovuto scontrarsi con il dramma dell’avidità , dell’egoismo , della dannazione derivante dalla perdita del senso di società che duramente era stato costruito nel dopoguerra . I seguenti grafici mostrano con evidenza la correlazione tra capitale sociale e quello economico e come il loro andamento dimostri quanto l’instabilità dell’animo umano sia la sua eterna dannazione :

I grafici mostrano la correlazione tra società ( capitale sociale ) ed economia ( capitale economico ) ; in particolare si evidenzia la svolta di tutte le grandezza da un andamento positivo ad uno negativo a partire dagli inizi degli anni settanta dopo la svolta della convertibilità in oro del dollaro . Dal 1971 con la fine della convertibilità della carta moneta in un bene reale – il gold exchange standard – l’economia si trasformerà falsamente in una scienza esatta lasciando il passo alla finanza infinita e totalmente deregolamentata che ci trascinerà di fronte al caos globale odierno. Esplode la carta moneta , il debito illusorio degli Usa che sploderà portandoli al collasso attuale e la sistematica manipolazione dei mercati ed il disagio sociale come si può vedere nei successivi grafici e la bolla finanziaria colpirà il nostro paese esattamente nello stesso periodo con la finzione dello shock petrolifero che in realtà era la necessità di creare la domanda di carta-moneta in dollari con il petrodollaro ma noi ci siamo bevuti tutto :

Il mantra distruttivo del “ creare valore per gli azionisti “ porterà ad una delocalizzazione desolante abbattendo l’attività manifatturiera che era la vera fonte dell’ “american dream “ ; la disoccupazione , la disuguaglianza , la povertà diffusa , la polverizzazione della società porteranno il paese sull’orlo del baratro ed a guerre fratricide come quelle a cui stiamo assistendo . I grafici mostrano come la fine del sogno di uguaglianza e di democrazia avvenga esattamente nello stesso arco temporale della fine del “ gold exchange standard “ e come le riserve auree degli Usa siano diventate sempre finanziarizzate a favore della carta moneta che esploderà nelle banche centrali:

La manifattura cinese diventerà la fabbrica del mondo grazie al mantra “ creare valore per gli azionisti “ alla fine degli anni ottanta quando la delocalizzazione diventerà la via più breve per realizzare il massimo profitto e la conseguente liquidità ; si aprirà la strada alla cultura del monetarismo metafisico privando il paese della manifattura su cui aveva ricostruito la sua rinascita dopo la crisi del 29. La spinta verso la finanza come strumento di un arricchimento più rapido porterà alla riduzione dell’economia reale e della manifattura che è l’unica attività che genera valore ma ci si è affidati alla pietra filosofale della carta .moneta stampata all’infinito che non produce nulla ma solo dipendenza da interessi dominanti come si può vedere nei grafici la manifattura crolla e il Pil americano passa dalla manifattura ai servizi decretando l’inizio della fine :

Ma come sempre la storia ha i suoi tempi che abbiamo disimparato a guardare e collegare e il fuoco preparato negli anni sessanta esploderà proprio nel 1968 che cambierà il destino delle speranze dei giovani. Alla fine di quegli anni di fronte ad una spinta rivoluzionaria espressa da figure come i Kennedy ,Martin Luther King la società ha avuto paura di un cambiamento troppo vicino ad un modello socialista ; sia Luther King che Robert Kennedy vennero uccisi a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro – aprile il primo e giugno del 1968 il secondo – . Prima il 30 e 31 gennaio sempre 1968 ci sarebbe stata la violenta offensiva del Tet che pose fine ai sogni illusori di una guerra facile come era stata passare , specie dal generale Westmoreland che non aveva capito o non riteneva di dovere capire chi aveva di fronte , venne poi destituito dal comando ,a quel momento .Lo scontro nel Vietnam dopo la Corea ,e le sconfitte Usa rappresentano la mancanza di cultura storica del paese che affidava tutto alla potenza tecnica ; un tecnica che venne sconfitta sul fronte sociale e della politica . Nessuno aveva seriamente considerato la storia del generale Nguyen Giap che aveva sconfitto sullo stesso terreno i francesi a Dien Bien Phu nel 1954 , simulando poi la stessa strategia nell’offensiva del Tet per trarre in inganno il comando Usa ,ed i nipponici nel 1945 ad Hanoi .La supponenza e la mancanza di visione storica e politica e la mancanza di una vera spinta interiore creativa rappresentano una grande criticità degli Usa come dimostrano gli ultimi 20 anni di politica estera legata solo alla supponenza del dominio tecnico che stacca l’uomo dalla sua anima e lo rende sterile ed asettico nei sentimenti. Di lì , a fronte di proteste studentesche , di movimenti libertari , di protesto verso il razzismo e contro la guerra ,il paese voltò pagina e quei sogni di diritti uguali per tutti e di uguaglianza anche per le minoranze , ora maggioranze , si volse rapidamente verso l’oligarchia ed il dominio dell’economia della moneta e della finanza nella vita sociale e politica. La concentrazione di ricchezza fine a sé stessa e non alla ricostituzione di un benessere condiviso distrugge la società perché all’aumentare della disuguaglianza esplodono le patologie sociali con la disuguaglianza , la povertà , la disoccupazione reale e non quella manipolata ed infine con gli “ homeless “ a cui la Statua delle libertà assicurava il tetto .
Da quel momento la Finanza sacrale ma senza fondamento scientifico sarebbe diventata come diceva Warren Buffet “un’ama distruzione di massa “ usando strumenti fittizi come il pil , ma anche il rating , le banche d’affari , i derivati non regolamentati ma funzionali a fare variare i prezzi a piacimento di una finanza che parafrasando le “ guerre stellari “ può essere definita come “ la parte oscura della forza “. Ma ripartiamo dal nostro pil- unicorno. Se partiamo dalla definizione generale il PIL (o prodotto interno lordo) misura il valore di mercato di tutte le merci e di tutti i servizi prodotti nei confini di una nazione in un dato periodo di tempo. La nozione di prodotto è riferita quindi ai beni e servizi che hanno una valorizzazione in un processo di scambio monetario e non di baratto . Il termine “ valore “ sta a significare , quindi , un valore “ monetario “ cioè espresso e determinato dal valore attribuito alla carta moneta in un determinato periodo temporale . Il concetto di prodotto non sta a significare che il prodotto sia necessariamente venduto ma è semplicemente il risultato finale o intermedio di dati processi produttivi.
E’ del tutto evidente che il concetto di valore monetario si basa sulla falsa idea , come abbiamo visto , che la carta moneta abbia un valore in sé ed abbia anche una sua relativa stabilità per un confronto spaziale e temporale.
Il termine interno indica che tale variabile comprende le attività economiche svolte all’interno del Paese; sono dunque esclusi i beni e servizi prodotti dalle imprese, dai lavoratori e da altri operatori nazionali all’estero; mentre sono inclusi i prodotti realizzati da operatori esteri all’interno del Paese. Sono escluse dal PIL anche le prestazioni a titolo gratuito o l’autoconsumo . Va inoltre precisato che il “ valore monetario “ attribuito alla produzione non tiene minimamente conte delle modalità tramite le quali i processi produttivi hanno generato quel valore e nemmeno dei suoi effetti nei processi di redistribuzione del reddito e quindi non tiene in nessuna considerazione gli effetti sociali delle distorsioni retributive e dei danni derivanti dal mancato rispetto dei vincoli ambientali . In altri termini ci si può trovare di fronte ad una crescita – illusoria – del pil in presenza di degrado ambientale , di aumento della disuguaglianza , di concentrazione di ricchezza senza attività di sostegno alla spesa sociale , di comportamenti fraudolenti e via così . In questo senso Robert Kennedy sottolineava come il pil non misurasse cosa potesse valere la vita umana ma in questo modo la deificazione acritica di tale strumento ha alterato i fini con i mezzi per cui il suo perseguimento giustifica il degrado sociale e morale globale che viene considerato un “ danno collaterale “.
Infine il termine lordo indica che il valore della produzione è al lordo degli ammortamenti, ovvero al naturale deprezzamento dello stock di capitale fisico intervenuto nel periodo; questo comporta che, per non ridurre tale grandezza a disposizione del sistema, parte del prodotto deve essere destinata al suo reintegro. Sottraendo dal PIL gli ammortamenti, si ottiene il PIN (prodotto interno netto ).
L’evidenza dei fatti e la completa asimmetria tra valore fittizio della finanza e valori sociali viene evidenziato in modo netto ed incontrovertibile dai seguenti grafici che mostrano la profonda anomalia di un indicatore che è funzionale solo a manipolare la realtà per la realizzazione di interessi superiori che nulla hanno a che vedere con il bene comune . Il passaggio culturale di fondo è quello di avere attribuito alla finanza un valore di verità sacrale inesistente ma comunque asservita ad interessi in grado di determinare e creare questa verità illusoria grazie all’Accademia che si è prestata a rivestire quella verità di un manto sacrale per avere un premio al narcisismi culturale e fintamente scientifico di troppi premi Nobel assegnati di fatto alla finanza perché l’economia non viene più studiata in totale controtendenza alle volontà di Alfred Nobel che nel suo testamento olografo sono chiarissime in merito alla creazione di un bene comune globale .
Vediamo le più evidenti distorsioni :

Il “ PIL “ nella sua attuale misurazione evidenzia la maggiore crescita dei BRIC rispetto agli Usa ed agli stati del g7 , il PIl americano sembrerebbe crescere ma nella realtà non è così perché avendo delocalizzato l’attività manifatturiera all’estero non ha crescita reale ma solo iniezioni di liquidità tramite il Quantitative Easing che la fa crescere ma il GDP rimane al Palo ed anche a seguito della diversa composizione del pil ed aumentando il rapporto tra Debito e GDP la dinamica esplosiva avviene sempre dopo il 1971 alla fine del “ gold exchange standard “ :

La posizione di debito degli Usa diventerà sempre più insostenibile e sempre più asimmetrica ad un pil che non cresce e che crea solo patologie sociali altro che felicità come si può vedere nei seguenti grafici :

Come si evince si è andata formando una profonda diversità nelle attività che contribuisco a formare il GDP , mentre negli Usa la finanziarizzazione dell’economia reale ha ridotto il contributo dell’economia reale al GDP negli altri paesi questo contributo è rimasto elevato . La cultura della finanza asservita alla logica della massimizzazione del profitto ha spinto ad un processo di accumulazione individuale che ha fatto esplodere la disuguaglianza e le patologie sociali ; l’affermazione del tutto subito ha trovato nelle finanza che ragiona sul breve tempo nella logica delle liquidità lo strumento più idoneo a soddisfare il fine piuttosto che l’economia reale che opera sul lungo tempo . La finanza in questo senso diventa “ amorale “ perché chi decide non si pone minimamente il problema delle conseguenze delle sue decisioni in termini di effetti sociali , queste diventano solo danni collaterali al fine personale perseguito anche normalizzando comportamenti illeciti , come abbiamo ampiamente e drammaticamente visto .
Gli Usa dal punto di vista del rapporto pil / debito si trovano in una situazione fallimentare avendo un debito che è quattro volte il pil .Esemplificando si potrebbe dire di trovarsi di fronte ad un’impresa che ha debiti quattro volte superiori a ricavi ma con un assetto produttivo che non è in grado di modificare l’asimmetria dell’instabilità economica ; ci sono solo due soluzioni : o si ridefinisce la struttura del debito perché a lungo non è sostenibile o si modifica la composizione dei ricavi , in altri termini si deve ridefinire la composizione del Pil ma anche qui nel breve non è possibile . ; sempre se fosse un’impresa privata sarebbe già avviata la procedura fallimentare ed i libri sarebbero da tempo in Tribunale .
In questo modo la separazione delle misurazione del GDP dalle implicazioni sociali lo rende totalmente inutile a capire lo stato di felicità o benessere portato dai processi di produzione e redistribuzione della ricchezza alla stabilità ed alla tenuta di una società ; è bene ricordare che nella storia millenaria dell’uomo tutte le società sono crollate sempre o per guerra o per classe ed è del tutto evidente che una misurazione come quella attuale del GDP porta a forme di esasperazione sociale che sfociano nella rivolta.
Le conseguenze della miopia del GDP attuale si vede nella degenerazione dei sistemi sociali e nelle patologie conseguenti sia in merito alla disuguaglianza , al degrado sociale ed alle patologie conseguenti , alla perdita di occupazione ,alla crescita della povertà ed a tutte le reazioni violente con atti di morte e con armi caricate dall’odio, dalla povertà e dall’abbandono come si può vedere:

Gli Usa che hanno un GDP elevato , ma che nella realtà rimane al palo hanno come conseguenza delle politiche della finanza una crescita della disuguaglianza che è temperata negli altri paesi dai trasferimenti sociali mentre negli Usa questi sono al minimo. La spesa sociale diventerebbe un elemento che riduce il processo disgregativo di un modello cultuale arrivato al capolinea e va fermato prima che esploda in modo incontenibile in rivolete sociali . Le patologie sociali più evidenti sono le seguenti espresse dal disagio sociale e dall’uso di psicofarmaci , dei suicidi , delle persone incarcerate , del tasso di omicidi ed infine il crescente indebitamento privato fatto senza sostegno da entrate di lavoro :

Forse è giunto il momento di domandarsi, prima che sia troppo tardi, in che misura un modello di “ finanza capitalista “ come si è andata affermando negli anni sia responsabile dei danni che sono stati portati ai destini del mondo ed in che misura le responsabilità collettive non hanno funzionato lasciandosi condurre verso il disordine di mercati non regolati. Quando un modello culturale si afferma e viene legittimato a livello globale sia dall’Accademia che dalla Politica con forza anche contro le evidenze scientifiche che dimostrano la sua infondatezza e porta a drammi sociali che cancellano le dichiarazioni dei diritti universali dell’uomo dobbiamo domandarci cosa non ha funzionato. Quando a fronte della dichiarata necessità di affermare con forza i diritti irrinunciabili perché alle persone sia riconosciuta la dignità in termini di libertà, di uguaglianza, di diritto al lavoro, all’assistenza sanitaria, alla scuola, ad una vita che possa essere vissuta con orgoglio si afferma una modello socioculturale che ha trovato nella finanza una pericolosa arma distruttiva che afferma il diritto di pochi a scapito dei tanti ci troviamo ancora davanti ad un dramma umano. Le élites a vario titolo devono rispondere al tribunale della Storia per i danni fatti al futuro dell’uomo. In una comunità internazionale come dovrebbero essere le Nazioni Unite diventa necessario per giustificare la sua propria esistenza la presa di coscienza delle responsabilità anche trasversali che hanno consentito l’affermazione di un modello socioculturale che ha dimostrato nei fatti quanto i suoi principi fondanti siano contro una convivenza civile e rispettosa delle regole ; tale modello culturale , secondo i crismi decisionali applicati ai vari dittatori è o no da considerarsi un crimine contro l’umanità ?. Il ruolo di controllo dei vari organismi preposti alla regolazione dei mercati finanziari è stato scardinato senza che si siano manifestate reazioni ed opposizioni almeno di principio. E’ del tutto evidente quanto sia diventata evidente l’incapacità dell’uomo di governare sé stesso e riportare sotto il suo controllo un potere che rischia di travolgerlo se non è regolato ed orientato verso il bene comune.
La globalizzazione ed il tempo di un modello culturale che ha staccato l’uomo dall’intimità con sé stesso dimostra quanto gli apparati e le istituzioni sovraordinate, nessuna esclusa, spingano l’uomo allo smarrimento dei legami organici e si forma un uomo che, senza radici, vive alla giornata con principi di assoluta arbitrarietà nelle sue scelte. In questo modo l’uomo quindi diventa vittima di un potere che si va definendo in modo sempre più sottile ed insinuante nella vita di tutti i giorni e ne diventa ostaggio senza nemmeno rendersene conto.
Può essere in natura un potere non responsabile che risponde a un meccanicismo superiore ma non può esistere un potere irresponsabile dell’uomo ed è in questo senso che il ruolo di potere esercitato dalla finanza non può essere disgiunto dalla responsabilità di come è stata usata e dal soggetto che ne ha determinato i fini.
Coloro che abbiamo preposto al governo della cosa pubblica hanno la consapevolezza delle responsabilità di cui sono investiti ? Questa responsabilità di resa di conto verso la società – principio di accountability – si riflette nell’esercizio delle loro funzioni o viene totalmente ignorata ? Chi deve prendere decisioni vitali per la sopravvivenza dell’uomo come persona ha la conoscenza necessaria per svolgere la sua attività e l’umiltà di capire le difficoltà che impone il dovere essere moralmente non riprovevole ? I nostri giovani vengono educati in questa logica o abbandonati al nulla di una vita quotidiana in cui sembra non ci si possa identificare in comportamenti da imitare ?
Tutte queste domande che Romano Guardini si poneva in vario modo nel suo splendido lavoro “ La fine dell’epoca moderna. Il potere “ pubblicato nel 1954 sono sempre lì a dimostrazione che il pensiero, quello che scende in profondità non il guardare a vista veloce sulle onde non smentisce mai chi sa leggere la storia nei tempi lunghi che la compongono. “ Quanto è più grande il potere, tanto più forte è la tentazione di scegliere la via più facile, quella appunto della violenza ( come vediamo ogni giorno, ndr ). “ Eliminare “ la persona e la sua libertà, l’esistenzialità del vero, l’originalità del creare; ottenere con la forza ciò che ci si è prefissi e presentare come privo di valore ciò che con la forza non si può ottenere. Costruire quindi una cultura che ha solo un fondamento razionale e tecnico. Ma allora bisogna che l’uomo stesso sia concepito in modo tale da potere “ essere “ afferrato, amministrato, formato a priori per determinati scopi.. anche dal punto di vista psichico con la propaganda ed i mezzi d’informazione ( a loro volta sottomessi al potere, ndr )” scriveva sempre Guardini a pag 177.
Alla fine se tutto il nostro tempo è l’espressione vissuta di questo dramma a livello globale il mondo indipendentemente dai territori, dalle credenza, dalle culture diverse siamo ancora di fronte a crimini contro i diritti dell’uomo ad avere un’esistenza giusta ? E’ giunta l’ora di domandarselo prima che il conto finale della Storia porti alla conclusione l’avventura dell’uomo su questo mondo. Se la società occidentale non saprà trovare la via giusta per dare una risposta ai tanti problemi che la stanno strangolando allora vuole dire che dal punto di vista creativo non ha più nulla da dire.
Possiamo chiudere la presente riflessione come è stata iniziata facendo riferimento al discorso che Bob Kennedy fece all’Università del Kansas , proprio alla fine si congedò con queste parole : “… George Bernard Shaw una volta ha scritto : “ Certe persone vedono le cose così come sono e si domandano ” Perché ?” . Io sogno cose che non sono state mai e mi domando : “ Perché no ? “ . Per questo sono venuto qui nel Kansas a chiedere il vostro voto … Se siete convinti che gli Stati Uniti possano fare meglio , se siete convinti che gli Stati Uniti debbano battersi per qualcosa qui all’interno così come ovunque nel mondo , vi chiedo di aiutarmi , di assistermi ,di darmi una mano per i prossimi cinque mesi . Se a novembre vinceremo e avvieremo una nuova per gli Stati Uniti d’America , desidero che la prossima generazione di americani possa guardare indietro a questo periodo e dire come si disse di Platone : “ Gioia vi era in quei giorni , ma di vivere “ . Vi ringrazio molto “.
Un sogno di libertà , di uguaglianza , di solidarietà , di senso del bene comune per tutti che dopo pochi giorni si sarebbe dissolto come cantava Bob Dylan : “ The answer my friend is blowin in the wind “ .
Arrivederci Bob !

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