Chi Siamo

Logo-fincoppLa Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico è un’associazione di volontariato fondata dai pazienti nel 1999, certificata UNI SO 9001:2008, pertanto si attiene alle norme ISO 26000:2010, norme che aiutano a definire la responsabilità sociale tra le aziende e le organizzazioni, traducendo i principi in azioni efficaci per le migliori pratiche in materia di trasparenza e responsabilità sociale. La FINCOPP tra i suoi obiettivi ha l’aggregazione, la tutela ed il reinserimento sociale delle persone incontinenti e più in generale dei disturbi del pavimento pelvico: 5 milioni di persone, di cui il 60% sono donne. Per sensibilizzare al problema l’opinione pubblica, le istituzioni ed i mass-media, FINCOPP grazie al Ministero della Salute, ogni anno il 28 giugno promuove e divulga la “Giornata Nazionale per Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza”, (istituita con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 maggio 20006. G. U. n. 186. 11 Agosto 2006). Giornata in cui gli ambulatori accreditati e non dalla FINCOPP effettuano visite gratuite grazie ad un network che riunisce Ospedali, professionisti della salute (medici, ostetriche, infermieri e fisioterapisti), istituzioni, strutture sanitarie e associazioni pazienti. L’associazione è contro ogni tipo di discriminazione, pertanto è “un’antenna dell’UNAR” (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Raziali), un Ufficio costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le Pari Opportunità – in attuazione della direttiva comunitaria n. 2000/43/CE e dell’art. 6, del D.Lgs. 215/03). Norme che consentono di realizzare un continuo raccordo operativo con le associazioni e gli enti iscritti, utile per accogliere segnalazioni contro qualsiasi tipo di “discriminazione” (etnica, sessuale, disabilità, invalidità, etc.). Sin dal 1999 la FINCOPP pone la “persona incontinente e con disturbi al pavimento pelvico” al centro dell’attenzione e nel corso di ogni legislatura si attiva per stimolare leggi (nazionali e regionali) in favore dei pazienti. Dal 2013 ha attivato la Scuola Nazionale dei “Professionisti Sanitari della Continenza e del Pavimento Pelvico” ed ha istituito il Registro Nazionale dei “Professionisti Sanitari della Continenza e del Pavimento Pelvico – FINCOPP”.

IL PROBLEMA

Premesso che in Italia le persone incontinenti sono 5 milioni, di cui il 60% sono donne, a fine 2010 era salita a 1,35 (da 1,32 figli per donna nel 2005) ed è stato il livello più alto registrato in Italia negli ultimi anni. Il nostro paese è comunque uno dei meno prolifici in Europa e prosegue il processo d’invecchiamento della popolazione: al 1° gennaio 2007 l’indice di vecchiaia (il rapporto tra la popolazione ultra 65 anni [ultrasessantacinquenne] e quella con meno di 15 anni) raggiunge un valore pari al 141,5%. Considerando i dati a livello internazionale il nostro paese con un indice al 137,8%, è tra quelli maggiormente investito dal processo d’invecchiamento della popolazione.

Gli italiani con più di 65 anni sono 11.792.752; i “grandi vecchi” (dagli ottanta anni in su) sono 3.139.674.

Studi demografici affermano che nel 2025 dieci milioni di persone, cioè 1 italiano su 6 avrà più di 70 anni (fonte: ISTAT e Istituto per gli Affari Sociali) e in Italia tra le diverse reti sociali è ancora la famiglia a svolgere un ruolo centrale.

Inoltre, la percezione del ruolo dell’anziano e le ripercussioni su qualità della vita, con l’accesso ai servizi socio-sanitari, manifesta notevoli differenze tra le Regioni del Paese.

PROBLEMI SOCIALI E PERSONALI

L’incontinenza è un problema molto diffuso nei paesi industrializzati ed è difficile valutare con precisione quale sia la dimensione del problema e il numero delle persone coinvolte. L’incapacità – più o meno grave – di urinare a tempo e luogo ha un impatto sociale devastante che incide pesantemente sulla qualità della vita della persona colpita, sia per il vissuto soggettivo sia per i rapporti interpersonali; basti pensare ai molteplici aspetti della vita che possono essere gravemente intaccati: “sociale, psicologico, professionale, familiare, fisico, scolastico, sessuale ed economico”.

Per non parlare degli elevati costi sociali prodotti dall’incontinenza, difficilmente quantificabili in taluni tipi d’incontinenza (per esempio quelle dovute a stress o a vescica iperattiva), che possono insorgere anche in persone giovani, soprattutto donne pienamente inserite nell’attività lavorativa, che per vergogna e timore di essere additate, si affidano celermente al consumo di presidi di emergenza come gli assorbenti, incrementando la propria condizione di “tabù sociale” che caratterizza la patologia.

Sul piano psicologico spesso compaiono depressione reattiva e perdita dell’autostima, cui si accompagnano apatia senso di colpa e negazione interpersonale. La sensazione di un mancato controllo sulla funzionalità vescicale e sfinteriale, o il solo pensiero di emanare cattivi odori compromette gravemente l’autostima della persona sofferente, che facilmente giunge a credere di essere un peso per la famiglia e la società.

PROBLEMI STRUTTURALI E SANITA’ PUBBLICA: I SERVIZI IGIENICI

La grave carenza di bagni pubblici esistente nelle realtà urbane ed extraurbane, crea una barriera architettonica che limita pesantemente la “libertà personale” di spostamento. La World Toilet Organization-WTO, cui la FINCOPP aderisce, informa che, nel mondo, soltanto 1,1 miliardo di persone è collegato a un sistema fognario e di depurazione: tutti gli altri “scaricano” urine e feci direttamente nell’ambiente, con pesanti problemi di sanità pubblica, inquinamento e qualità di vita ambientale. Dove le case non hanno un bagno privato sarebbe, invece, importante costruire latrine comunitarie e attivare programmi di educazione della popolazione, insegnando loro il nesso tra igiene e malattie, concetto che,  non sempre è chiaro, anche a chi un bagno in casa ce l’ha!

Parlare di gabinetti pubblici e privati a chi vive in un “mondo sviluppato” fa sorridere, ma , sul pianeta Terra, ci sono 2,6 miliardi di persone che non hanno servizi igienici e questo crea non pochi problemi di salute pubblica, personale e ambientale. Avere un luogo “sicuro” dove espletare i bisogni fisiologici significa ridurre drasticamente la contaminazione delle acque e la diffusione di malattie. Per non parlare del grave problema ambientale dello smaltimento di assorbenti – pannoloni e pannolini.

LA FINCOPP NEL MONDO

L’associazione è fondatrice della WFIP (World Federation of Incontinent Patients) della F.A.V.O. (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia – Roma 2003) aderisce alla FISH Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicapall’European Cancer Patients Coalition (ECPC) ed è membro della World Toilet Organization (WTO). L’associazione è accreditata come provider presso il Ministero della Salute col numero 1417 e per ogni evento accreditato ottiene crediti formativi ECM. Essa collabora con le Società Scientifiche che trattano il tema della “incontinenza” e con i professionisti della salute (SIUD, FIC, AIUG, AIURO, medici, fisioterapisti, ostetriche e infermieri professionali), affianca le famiglie dei pazienti oncologici nel difficile decorso della malattia.

La FINCOPP, nel 2005 con il sostegno di altre associazioni di Francia, Polonia, Olanda, Stati Uniti, Italia, Inghilterra, Svezia e Danimarca, ha fondato a Roma la Federazione Mondiale dei Pazienti Incontinenti (World Federation of Incontinence Patients – WFIP – www.wfip.org)

L’Associazione, oltre alla tutela della qualità di vita delle persone incontinenti è attenta alla qualità dei dispositivi medici (pannoloni, traverse, sonde, cateteri, tamponi vaginali, anali, etc.), ai prodotti innovativi e alla “libera scelta di cura”, rivendica la rimborsabilità dei farmaci per la continenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie mediche e chirurgiche. L’Associazione tutela i pazienti oncologici e i familiari, che a causa di un tumore alla prostata, vescica, collo dell’utero, pavimento pelvico, etc., spesso soffrono di incontinenza e non trovano risposte adeguate ai propri bisogni (cura, prevenzione, assistenza, riabilitazione, invalidità civile, dispositivi medici adeguati, carenza di bagni pubblici, diritti sessuali, tematiche psicologiche, lavoro, scuola, hospice, etc.)


Riassumendo l’associazione si adopera per: 

  1. aiutare le persone a superare il senso di vergogna legato al problema dell’incontinenza;
  2. incoraggiare le persone colpite a cercare aiuto, offrendo ascolto e risposte;
  3. favorire una diagnosi precoce e trattamento tempestivo;
  4. massimizzare l’accesso e la possibilità di scelta per le donne affette da incontinenza urinaria da sforzo (IUS);
  5. donare la libertà alle donne afflitte dall’incontinenza;
  6. ottenere la rimborsabilità dei farmaci per la continenza, anche con tikets;
  7. ottenere dispositivi medici contenitivi di “qualità”, garantendo la libera scelta;
  8. costruire sul territorio nazionale bagni pubblici accessibili e igienicamente validi;
  9. ottenere una legge nazionale ad hoc;
  10.  istituire in ogni provincia “Centri per la prevenzione e la cura dell’incontinenza”;
  11.  sensibilizzare al problema  l’opinione pubblica, le istituzioni ed i mass-media, grazie soprattutto alla “Giornata nazionale per prevenzione e la cura dell’incontinenza”, che ogni si svolge il 28 giugno;
  12. grazie alla Scuola nazionale FINCOPP, formare infermieri, fisioterapisti e ostetriche, accreditandone l’avvenuta formazione professionale e, consentire l’iscrizione al Registro Nazionale dei “Professionisti Sanitari della Continenza e del Pavimento Pelvico” istituito dall’associazione.